L'Amaca di Bennet - Il Respiro dei Monti


L'Amaca di BennetBiografia di una specie di gruppo musicale

Capitolo Uno: L'ispirazione
[...] Vi ricordate l'anello di ferro che il fabbro,
Shack Dye, saldo' attorno alla quercia
nel prato di Bennet, per appendervi un'amaca,
perche' vi si sdraiasse sua figlia Janet,
a leggere nei pomeriggi d'estate?
(E. Lee Masters)

Capitolo Due: Breve ma noiosa storia di un'amaca
L'amaca di Bennet nasce nell'aprile 2010 sotto forma di duo acustico. I due in questione si chiamano Sara e Adriano. Partecipano, per gioco, al concorso "Musicforplanet". E lo vincono pure. Ma come? Dicono. Allora la domanda da cui tutto era partito ("perche' non suonare insieme?"), si trasforma in: "perche' non continuare a farlo?". Cosi', nell'estate 2010, L'amaca prende parte al concorso "Sulle note di Ale" arrivando in finale e si esibisce nella prima serata del "Pisa Tower Fest", facendo da apertura ai salentini Malicanti. I due, sempre piu' esperti in fatto di aperture, nell'ottobre 2010 fanno da overture (francesismo, per variare) al concerto pisano di Anto'ni O'Breskey (gia' fondatore dei mitici Whisky Trail). A novembre si presentano al concorso "Senza Filo" e prevedono di divertirsi. Tanto che, per divertirsi meglio, invitano un amico: Matteo Ivaldi, che picchia sui tamburi. Dovendo pur passare l'inverno in qualche modo, lo fanno suonando nei locali piu' guappi dell'urbe pisana. Nel frattempo, osservata di soppiatto dai conduttori di un programma di RadioEco, L'amaca viene intervistata non una, ma ben due volte. Nell'estate 2011 vengono invitati dagli organizzatori del Musicforplanet ad aprire il concerto degli Offlaga Disco Pax, in una nuova formazione a tre, con Nicola Cuviello al posto dell'infortunato Matteo. Le sperimentazioni del gruppo non finiscono, anzi... a Novembre 2011 si ripresentano al "Senza Filo", sul palco appare il flauto traverso di Claudia Cusenza e la presenza di Paolo Faeta che da' un tocco di teatralita' all'esibizione. Oggi continuano a esibirsi e scrivere canzoni, creandole ad occhi chiusi, senza guardare nel libro delle ricette. Per esempio: stendere una base di pianoforte, intrecciare due voci, decorare con flauto, un bel contorno di campanelli, rinforzare i bordi con cassa, uno spruzzo di balalaika. Cosi'.

Capitolo Tre: Ma cosa fanno?
Suonano, cantano. Come tutti. Guardano gli alberi. Gli uccelli, i pianeti. Annusano il vento... Cose di questo tipo. Poi scrivono canzoni, o pezzi di canzoni, o brandelli di canzoni, o frammenti di pezzi di brandelli di canzoni. Amano le fiabe, la magia, la botanica. Il legno, il fuoco, il tamburo, la corda e il martelletto. Il suono puro, la terra. Echi di fiumi viandanti... L'elettricita' e' Occidente. Il sogno e' nordico. L'anima a Oriente. Il battito a Sud.

Capitolo Quattro: Perche' tutto questo?
Perche' c'e' un ronzio nelle nostre teste.

Registrato in studio il 14/05/2012 - Pagina web